Estratti dal libro, Con lo " Jutta " oltre le colonne d'Ercole


I miei avi paterni

Era il 22 novembre del 1943 quando mia madre mi diede alla luce nella bella casa paterna,in contrada Gozzipuodi, a Marina di Pisciotta. A quei tempi, il piccolo borgo marinaro, Gozzipuodi, era costituito da poche case di abitazione e da qualche magazzeno di pescatori. In questo, piccolo borgo marinaro, appartato, solitario, ameno, un vero paradiso, mio padre con la moglie Vincenzina, in due stanze, crescevano la loro famiglia, composta da tre figli maschi e una femmina. Crescevamo in completa armonia con la natura incontaminata che ci circondava…………..Con il passare degli anni, diventato un meneicuoto, ero veramente bravo alla voga, con la vela, o a condurre le prime barche con motore entrobordo. Qualche giovane forestiero in villeggiatura, colpito dalla mia bravura e perizia per mare, incominciò a soprannominarmi “U capitanicchiu”. Il mio soprannome era però “U Chiupichiu”. Una ragazza milanese, Rosa Maria, invece volle chiamarmi “Capitan Chiopì”…………….I sogni, fin dalla mia tenera età, hanno sempre alimentato e tenuto vivo in me il morboso desiderio di possedere una barca a vela per poter navigare con essa lasciandomi cullare dalle onde. Sogno ambizioso: andare oltre le Colonne d’Ercole, finalmente in oceano e sempre più oltre, a scoprire cosa c’è oltre quegli orizzonti, spesso infuocati al tramonto, dove tutte le sere si va a inabissare il sole……………..


I miei avi materni

…………….Le stagioni veloci si susseguono A diciotto anni, anche io stanco di fare il pescatore e tante altre cose ancora, feci domanda di arruolamento nel glorioso corpo della Guardia di Finanza, ramo mare. Era da quasi un mese che avevo ricevuto la tanto attesa notizia dalla Guardia di Finanza che avevo superato la prova scritta per essere arruolato nel Corpo. Mi era stato comunicato che il giorno 9 novembre 1962 dovevo presentarmi alla Scuola Nautica della Guardia di Finanza a Gaeta per essere sottoposto a visita medica e, se fossi risultato di sana e robusta costituzione, sarei stato arruolato.........

…………….......mi diede la possibilità di studiare soprattutto materie nautiche, prima alla Scuola Nautica di Gaeta, poi alla Scuola Sottufficiali di Ostia, e ancora a Gaeta, per frequentare con profitto il corso per comandante di motovedette d’altura, “Nocchiero a.c.”.…………. Finiva la mia prima ferma triennale, ma, invece di firmare per la seconda ferma, feci domanda di congedo dal Corpo…………

 

      
I miei genitori

Consegnai tutti i miei effetti personali, divise e armi e in treno mi recai a Verona, da dove presi il treno per Amburgo…….. Incomincia a lavorare nel grande cantiere navale, l’Howaldt Werft……….In questo cantiere navale si stava costruendo una delle prime super petroliere “ottantamila tonnellate” con il primo bulbo a prua………. Ci licenziammo dal cantiere navale e ci trasferimmo a bordo del peschereccio “Blankenese“…... Andava a pescare merluzzi in Groenlandia, seppi anche che, una volta completato il carico, si sarebbe andati a scaricarlo in Canada…...Era mia intenzione ritornare a lavorare ad Amburgo ma la cara mamma non volle sapere ragioni. Dovevo darle la soddisfazione di fare domanda di riammissione nel Corpo della Guardia di Finanza …Le detti questa grande soddisfazione e, una volta ritornato in servizio, lei fu veramente felice …La sera dell’ultimo dell’anno del 1966, ad una festa dove non sarei dovuto andare, incrociai sulla rotta la mia futura moglie Jutta……... Era seduta, si sporse un poco per guardare verso l’uscio e vedere chi era arrivato. I nostri occhi si incrociarono. Per me non c’era nessun altro in quella stanza, soltanto quegli occhi così attraenti, invitanti. Fu “amore a prima vista”…..

 


Finanziere

Con la “Futura”, incominciai a trasportare villeggianti dai campeggi e villaggi turistici, soprattutto li imbarcavo lungo le spiagge affollatissime di Marina di Ascea, li portavo a visitare le grotte di Capo Palinuro e a fare anche un bel bagno nella ben protetta baia del Buon Dormire……...Ero alla ricerca di una barca a vela usata, sui nove, dieci metri, ma dovevo anche vendere la “Futura”. Sugli annunci di barche di occasione di quella misura sulla rivista nautica “Bolina” vi era un CBS a doppio spigolo; ……per arrivare a bordo del CBS, dovemmo passare da bordo di uno sloop, uno Show 29 dei cantieri Barberis, dalle belle murate dipinte rosso Ferrari. Prima ancora di salirci, mi innamorai del suo bel pozzetto ampio. Quello sloop di appena nove metri lo sentii fremere. Appena poggiai i piedi sulla sua coperta percepii delle piacevoli vibrazioni. Mi trasmise un qualcosa che mi è difficile descrivere. Mi diceva: “Prendimi e assieme ti assicuro faremo una bella coppia”. Detti appena un’occhiata al CBS, nella mia mente c’era lo Show 29. Dissi a Piero e Sabino: “Questa sarà la mia barca”. Con quel bello sloop rosso Ferrari vi fu innamoramento totale, a prima vista; così diventò la mia barca a vela. Diventò lo “Jutta”.

 

PINO VENEROSO
SI  "RACCONTA"
NELLA TRASMISSIONE
"BORGHI D'ITALIA"
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