Pino Veneroso

Pino Veneroso è un uomo di mare. Ha le phisique du ròle, l'aspetto che s'immagina debba avere un navigatore, il viso bruciato dal sole e i gesti misurati, essenziali, di chi deve governare un'imbarcazione attento in ogni istante al vento, alle onde, a calibrare la rotta. Conosce le insidie dei fortunali e la bellezza di certe limpide giornate trascorse al largo, sulla linea dell'orizzonte. Nasce e vive la maggior parte della sua vita a Marina di Pisciotta, nel Cilento da dove parte il 2 agosto per una traversata Cilento - Montevideo, sulla "scia de " Il Leone di Caprera".

Dice di se : Sono nato in un paese di mare, discendente da generazioni di pescatori e marinai; ho giocato col mare e poi ho lavorato sul mare.In tenera età ero mozzo su imbarcazioni a remi con armo a vela latina di costruzione sorrentina, barche usate nella pesca delle alici con la menaica. Ho navigato poi con la Marina Mercantile e con la Marina Militare (Finanza di Mare).Con un mio amico sognavamo da ragazzi di girare il mondo in barca a vela, ripercorrendo l'Atlantico sulla rotta seguita oltre un secolo fa dal Leone di Caprera. Per ulteriori informazioni biografiche vedi anche Storia

La traversata Cilento-Montevideo

Il mio viaggio si lega, con un percorso a ritroso, all'impresa del Leone di Caprera. Tre Italiani figli del mare, provenienti da tre diverse città marinare compiono nel 1880 la straordinaria impresa della traversata atlantica da Montevideo a Gibilterra a bordo di una piccola imbarcazione a vela, il due alberi Leone di Caprera: sono il Comandante Vincenzo Fondacaro da Bagnara Calabra, Pietro Troccoli da Marina di Camerota e Orlando Grassoni da Ancona. Il Leone di Caprera aveva lunghezza e stazza come la mia Jutta, ma nonostante le geniali soluzioni con le quali fu costruita quella barca, penso che oggi il mio sloop sia più affidabile e sicuro del vecchio Leone. Quella fu di sicuro un'impresa ineguagliabile, per coraggio e perizia marinara; la rotta atlantica da ovest verso est non ha il favore degli alisei - che spirano invece da est verso ovest - per cui i tre ardimentosi furono impegnati in una continua bolina stretta e in interminabili bordeggi.

" Il Leone di Caprera"

Il mio viaggio si lega, con un percorso a ritroso, all'impresa del Leone di Caprera. Tre Italiani figli del mare, provenienti da tre diverse città marinare compiono nel 1880 la straordinaria impresa della traversata atlantica da Montevideo a Gibilterra a bordo di una piccola imbarcazione a vela, il due alberi Leone di Caprera: sono il Comandante Vincenzo Fondacaro da Bagnara Calabra, Pietro Troccoli da Marina di Camerota e Orlando Grassoni da Ancona. Il Leone di Caprera aveva lunghezza e stazza come la mia Jutta. Quella fu di sicuro un'impresa ineguagliabile, per coraggio e perizia marinara; la rotta atlantica da ovest verso est non ha il favore degli alisei - che spirano invece da est verso ovest - per cui i tre ardimentosi furono impegnati in una continua bolina stretta e in interminabili bordeggi.

Lo "Jutta"

Jutta è il nome della barca, agile sloop di un colore rosso corallo, classe show 29 costruita nei cantieri Barberis di La Spezia nel 1977; una comoda cuccetta e un ponte ordinatissimo nonostante l'intrigo di scotte e drizze. Sembra sfiorare l'acqua, quando naviga nel maestrale, con le ampie vele sapientemente bordate per sfruttare al massimo la potenza del vento.

Ci recammo a Fiumara, accompagnati da una impiegata della società, con le chiavi della barca, e nel passare da una barca e l’altra, per arrivare a bordo del CBS, dovemmo passare da bordo di uno sloop, uno Show 29 dei cantieri Barberis, dalle belle murate dipinte rosso Ferrari. Prima ancora di salirci, mi innamorai del suo bel pozzetto ampio. Quello sloop di appena nove metri lo sentii fremere. Appena poggiai i piedi sulla sua coperta percepii delle piacevoli vibrazioni. Mi trasmise un qualcosa che mi è difficile descrivere. Mi diceva: “Prendimi e assieme ti assicuro faremo una bella coppia”. Detti appena un’occhiata al CBS, nella mia mente c’era lo Show 29. Dissi a Piero e Sabino: “Questa sarà la mia barca”. Con quel bello sloop rosso Ferrari vi fu innamoramento totale, a prima vista; così diventò la mia barca a vela. Diventò lo “Jutta”.

Scheda dello "Jutta"
Classe Show 29

" Il Leone di Caprera "
Il famoso schooner del 1879.

La rotta de " Il Leone di Caprera"
La navigazione Montevideo - Gibilterra

Articoli dell'epoca
Articoli e stampe su " Il Leone di Caprera "

Marina di Pisciotta"
vista dall'alto

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